º Come sviluppare una grande personalità per sedurre le donne
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Sviluppare la nostra individualità e lavorare sulla nostra personalità in modo da risaltare il suo aspetto unico, sono cose alla base del fascino che permettono di riuscire a coltivare un alto potere personale.

Il potere personale

Quando una donna si sente attratta da un uomo in modo naturale, quest'uomo ha ovviamente maggiori possibilità di sedurla. Ciò è talmente ovvio che non fa neppure parte delle regole fondamentali della seduzione. È un assioma, qualcosa di talmente evidente che non ha bisogno di spiegazioni.

Quel che abbiamo appena detto potrà sembrarvi inutile. È un pò come una vendita sicura. Quando il cliente va dal negoziante perché ha bisogno di un prodotto che vende, la vendita ha un tasso di garazia che rasenta il 100%, o almeno un tasso molto più alto rispetto a quando è il commerciante che cerca di invogliare il cliente a comprare qualcosa di cui questi crede di non aver bisogno.

Nella seduzione succede qualcosa di simile. Non tutte le situazioni favoriscono una conquista sicura. E quando le cose si fanno difficili, bisogna premere sulla psicologia e cercare di rendersi attraenti sia a livello di preparazione che di presenza e personalità.

Il nostro programma si occupa dettagliatamente di tutti e tre gli aspetti e l'obbiettivo di quest'articolo è descrivere molte delle caratteristiche della personalità e della psicologia femminili che nel programma vengono trattate in modo approfondito e con un grande livello di dettaglio.

È la personalità che seduce

Ogni volta che una persona si innamora o che per lo meno si sente attratta da un'altra è perché la trova speciale e unica. Il che suggerisce in generale che una persona dotata di una più grande individualità risulterà attraente a un più gran numero di persone. Evidentemente la personalità non è l'unica cosa che seduce, in quanto nella seduzione ci sono altri fattori che entrano in gioco come il buon gusto, il fascino, l'esclusività, la presenza, l'avere, il potere, la fama, l'intelligenza, la cultura, la strategia e via dicendo. Non tralasciamo nessuno di questi fattori nel programma, ma qui, metteremo l'accento sui fattori della personalità e della strategia di conquista.

Sviluppare la propria individualità è il primo passo

Mentre il primo passo da fare per coltivare la propria individualità è ritrovare la propria essenza restandone fedeli. Il che vuol dire che se siamo in una certa maniera, se scegliamo un cammino nella vita, ci saranno sempre persone compatibili e incompatibili con questo cammino e il fatto che tale strada ne escluda altre non significa che dobbiamo cambiar bandiera ogni volta che vogliamo raggiungere un obbiettivo. Dobbiamo semplicemente essere noi stessi sempre e non imitare mai nessuno.

Lo scopo principale è dunque quello di trovare la propria vera essenza e poi affrancarla dalle influenze della pressione delle norme del nostro ambiente. Chi è fedele alla sua vera natura, anche se nel corso degli anni questa natura si è andata via via modificando in modo spontaneo fino a cambiare completamente, avrà sempre una personalità molto più solida rispetto a qualcuno che si è sempre lasciato influenzare dalle tendenze comuni e dalle norme stabilite. In poche parole, pur restando persone per bene, bisogna sempre essere qualcuno che pensa con la sua propria testa, aperto al cambiamento, ma chiuso alle influenze. In altri termini, sfoderate la vostra individualità!

Identità personale vs identità collettiva

Ecco un punto cruciale che nel nostro programma occupa più di una pagina e che qui cercheremo di riassumere senza tralasciare nessuna cosa essenziale. L'identità collettiva rappresenta l'insieme delle caratteristiche della nostra identità che proviene dal nostro ambiente, dalla nostra cultura, dalla nostra educazione e dalla nostra nazionalità. Anche la lingua che parliamo è responsabile di quest'identità! La quale ha è fatta ovviamente di vari strati.

Per esempio, l'identità collettiva di Piero Rossi è fatta in parte dall'educazione e dalla mentalità della sua famiglia. Però Piero è anche, supponiamo, toscano e quindi ha anche un modo di agire che è tipico dei toscani. E, finalmente, Piero è italiano e dunque, nonostante sia toscano e nonostante appartenga a tale famiglia, ha anche un comportamento tipico da "italiano" che si distacca di certo dal modo di fare che, ad esempio, può avere un russo (non diciamo neppure un francese perché in un certo senso i francesi sono più simili agli italiani che ai russi e sono anch'essi latini). Per di più Piero è anche un "italiano di oggi", quindi è anche un pò americano in quanto la cultura italiana è oggi altamente influenzata da quella americana, soprattutto repubblicana, nulla a che vedere con un italiano sotto Mussolini, o un italiano del diciannovesimo secolo. E finalmente Piero è anche un europeo di tipo latino (a volte di tipo germanico), quindi, come abbiamo detto, più simile a un francese che a un russo. Afferrate il punto?

Abbiamo appena descritto a grandi linee l'identità collettiva di Piero Rossi, non la sua identità personale. Quest'identità collettiva ha talvolta un'influenza enorme sulla personalità e sul comportamento di un individuo. Generalmente è molto più forte di quella personale. Togliete a un toscano di tutti i giorni le sue caratteristiche tipicamente toscane e, per estensione, italiane e troverete ben poca cosa. A volte quest'identità, malgrado il fatto di non essere personale può conferirci anche del fascino. Dunque il fascino tipicamente italiano. Potreste immaginare un Marcello Mastroianni che parla e agisce come un russo?

Adesso parliamo dell'identità personale. È quella che fa la differenza quando si parla di una persona individuale e unica. Certo, ci sono persone che si appoggiano soprattutto sull'identità collettiva per esprimere il loro fascino, ma queste devono comunque conferirvi un marchio personale perché questo fascino salti agli occhi. Evidentemente l'individualità non è sempre positiva. Ci sono persone di spicco che hanno un pessimo carattere. Ma possiamo sempre rendere la nostra personalità interessante pur restando fedeli alla nostra vera essenza.

L'identità collettiva è talvolta un riparo per vincere le timidezze naturali o per non risultare strani. Se per esempio saluto qualcuno nello stesso modo che tutti salutano, non rischio niente dal punto di vista personale. Se parlo l'italiano con l'accento toscano, per esempio, mi identifico praticamente con questo modo di parlare e mi sento molto meno goffo di quanto mi sentirei se mi sforzassi a parlare l'italiano in modo del tutto personale senza nessuna inflessione dialettale. In somma, se comincio a comportarmi in modo unico, diverso rispetto al modello comune, comincio a sentirmi a disagio e comincio a perdere la mia "naturalità". È spesso il problema degli emigranti, si trovano davanti al dilemma di dover necessariamente abbandonare la loro identità collettiva per assimilarsi a una nuova identità. Il che è facilissimo per i bambini e gli adolescenti, ma non lo è altrettanto per gli adulti, anche se giovani. Uno dei migliori modi per risolvere questa crisi è, ancora una volta, affrancare l'identità personale pur adottando quel che crediamo sia il meglio delle due culture. Finiremmo allora per avere un'identità collettiva ibrida, consolidata da un apporto di identità personale. Diverremmo allora internazionalisti (non nel senso comunista del termine, ma culturale), o apolidi.

Difficile per un emigrato? Eppure i diplomatici, gli uomini di mondo, quelli più affascinanti, fanno questo tutto il tempo. Vale dunque la pena pensarci, anche se non siete mai usciti dal vostro quartiere.

Le grandi figure di tutti i tempi, al di là dei loro talenti, hanno sempre avuto un'identità personale spinta al massimo, oppure un misto di identità finemente personalizzate. Ma definitivamente, nelle persone di spicco, l'identità personale prevale sempre su quella collettiva.

Per essere seduttori non c'è bisogno di andare così lontano. Ma sappiate che più la vostra identità personale sarà messa in risalto, più avrete possibilità che gli altri vi vedano unici. In marketing si dice: «la differenza preferenziale si vende meglio». La chiave della seduzione sarebbe piuttosto: «siate diversi, ma in modo attraente».

Per concludere su quest'argomento, lo scopo non è quello di annullare la vostra identità collettiva per spingere al massimo quella individuale, non c'è nessun bisogno di andare fino a questi estremi, l'idea è giusto quella di coltivare a sufficienza la propria identità personale in modo da trarne il massimo da entrambe (poco conta l'identità collettiva di partenza), in modo che il "prodotto" finale sia una personalità ricca e interessante.

Attenti al nemico: l'insicurezza e il bisogno

L'ansia, l'insicurezza e il bisogno sono cose che si alimentano tra loro e che si provocano reciprocamente, come in un triangolo nel quale nessuno dei tre angoli è meno importante degli altri due. Se siamo vittime di una di queste tre sensazioni in un momento dato, questa verrà ad essere la causa e la conseguenza delle altre due. Siamo ansiosi quando un problema personale ci preoccupa e dubitiamo sulla nostra capacità o sulle possibilità che abbiamo di venirne a capo. A volte la soluzione dipende da noi, altre volte non dipende dalla nostra volontà o dalle nostre capacità.

L'individuo ansioso sente il bisogno di uscire da una situazione difficile, oppure di ottenere qualcosa alla quale aspira molto e, non potendo agire concretamente fin da subito in conseguenza della sua preoccupazione, mette in marcia, con un dispendio esagerato di energie, le proprie facoltà intellettuali. Facendolo, tende a prevedere i problemi, ad anticiparli e ad amplificare sia l'entità del problema che la propria incapacità di risolverlo.

Esiste una zona del cervello chiamata "Area di Broca", la quale, in base a esperienze vissute anteriormente davanti a una situazione x, tende a prevedere un risultato che è condizionato dalla nostra preoccupazione, pittusto che da un'analisi obbiettiva. È un meccanismo di protezione psicologica contro il pericolo, ma che, in un contesto ansioso, ci impedisce di avere una visione oggettiva e imparziale dei fatti.

Tale meccanismo è positivo, giacché ci protegge, ma negativo allo stesso tempo, visto che ci impedisce di agire con la freddezza necessaria per risolvere il problema. È anche a causa di quest'area di Broca che l'essere umano tende a sorprendersi e interessarsi maggiormente a cose originali, nuove, che non è abituato a vedere. Si tratta dunque di un'arma a doppio taglio, visto che può al tempo stesso giovare e nuocere, capace di provocare felicità e infelicità. Felicità davanti al piacere di scoprire nuove cose ed ugualmente all'attrazione che provochiamo negli altri quando questi ci vedono diversi in modo positivo. Infelicità in quanto la preoccupazione per le cose che ci rendono ansiosi ci da autentici mal di testa, a volte infondati. Difatti succede molto spesso che nella vita ci preoccupiamo per anni di cose che alla fine non arrivano mai a succedere.

E come se non bastasse, l'ansia e la preoccupazione sono causa di stress, ci tolgono la fiducia in noi stessi e, nei peggiori casi, possono trasformarsi in autentiche fobie, preludio a problemi neurologici, dal momento che è ben saputo che lo stress sia causa di più di una malattia.

Basta semplicemente sapere che l'ansia, l'insicurezza e il pensiero negativo sono tra i maggiori ostacoli alla seduzione, non solo perché ci impediscono di agire correttamente, ma anche perché ci tolgono l'entusiasmo e la sicurezza necessari al successo.

Quest'articolo non è un testo di psicanalisi e il nostro programma non è un trattato di psicologia clinica con trattamenti ai problemi di stress della vita moderna. Tratta questi soggetti soltanto in relazione ai problemi di seduzione e le soluzioni proposte si limitano soltanto a questo contesto. Sono semplici e pratiche, ma effettive, magari capaci di aiutare all'infuori del loro contesto, ma senza nessuna garanzia. Dunque, non dovrà essere considerato come un'alternativa al sostegno di uno specialista.

Il nostro programma contiene semplicemente tecniche che mirano a sviluppare un atteggiamento più positivo nei vostri approcci. Atteggiamento che presuppone un lavoro personale e attivo, il cui scopo è imparare poco a poco con la pratica a "sdrammatizzare", abituandovi a dar meno importanza alle cose che vi preoccupano, evitando così di pensarci continuamente. E questo richiede impegno e disciplina, ma non è impossibile. Non temete l'insuccesso, siate consapevoli del fatto che nessuno vive totalmente al sicuro dall'ansia e dalle paure. Esistono ugualmente dei farmaci capaci di aiutare a ridurre l'ansia in modo efficace, ma questi trattamenti devono essere condotti da specialisti del settore. In principio, le nostre tecniche sono tenute a migliorare queste situazioni senza l'uso di medicinali o trattamenti speciali.

Trappole da evitare

  • L'insicurezza e la prudenza eccessiva. Bisogna all'inizio mantenere certe distanze, non dimenticate che in generale soltanto quando una donna vi conosce bene potrà essere sedotta con maggiori garanzie, non subito né troppo presto, ma anche questo è variabile a seconda della donna con la quale avrete a che fare. Sarà dunque sufficiente saper determinare il momento adeguato per passare alla tappa successiva. Se avete limiti di tempo dovete agire entro quei limiti, ad esempio se avete un numero limitatato di occasioni per rivederla, o addirittura se avrete una sola occasione, dovrete allora giocare il tutto e per tutto. Ad ogni modo, che ve la prendiate con comodo o no, quando arriva il momento di agire, bisogna farlo senza esitazioni, senza chiedere il permesso, senza guardarla come volendo scrutare un consenso, senza farle capire quel che avete intenzione di fare. Baciatela e basta, con spontaneità, più sarete naturali, meglio sarà.
  • Evitate di fare commenti negativi sulle donne o su esperienze passate. Sono totalmente inutili e non vi faranno avanzare di un passo. Ogni donna richiede un approccio differente, ogni amore è unico, ogni situazione è diversa. Agite secondo il caso senza mai esitare!
  • Non appoggiatevi sugli altri per prendere decisioni. Siate colui che decide quel che deve succedere e fate in modo che succeda. Questo non significa che dovete imporre la vostra volontà, ma soltanto dimostrare che siete sempre capaci di prendere una decisione, anche se dopo non sarà quello che si farà. Se mostrate di saper prendere decisioni in cose insignificanti, vi crederanno capace di sapere sempre quel che bisogna fare in ogni circostanza, e questo è definitivamente importante per un uomo sicuro di sè.

I vari tipi di attrazione

Quel che segue potrà sembrarvi semplicista, schematico. Ma, uno schema non è un modo di rendere superficiale la realtà, è solo un sistema di coordinate che si aggiungono a una mappa per facilitare il lavoro con questa. La loro funzione è semplicemente quella di rendere più semplice la comprensione di una realtà con l'aiuto di punti di riferimento. Di queste schematizzazioni, il nostro programma ne contiene abbastanza, ma queste devono essere usate come un filo di Arianna, non come una guida di condotta cieca. Ogni punto del disegno sarà allora aperto alle vostre capacità di interpretazione, qualsiasi nozione del programma deve essere interpretata prima di essere applicata.

Se volessimo definire e classificare le reazioni che una donna potrebbe avere quando vede un uomo per la prima volta, cadremmo inevitabilmente in sette possibili reazioni:

  1. Per nulla interessata, neutralità.
  2. Per nulla interessata, antipatia o avversione.
  3. Potenzialmente interessata.
  4. Il suo interesse è solo sociale o amichevole.
  5. Siete candidati per una relazione a lungo termine.
  6. Sessualmente interessata, malgrado il fatto che non lo farà notare tanto facilmente.
  7. Sessualmente ed esplicitamente interessata. Poco conta il tipo di relazione che potrebbe seguire.

Ovviamente, una volta che una donna vi conosce, le sue impressioni potrebbero cambiare, sia in bene che in male. Ma, per un uomo, i due ultimi punti sono evidentemente i più interessanti. E il vostro scopo è quello di preferirli, visto che una donna che vi considera come candidato a una relazione a lungo termine tende inevitabilmente a rimandare il sesso a più tardi. Invece un rapporto sessuale resta aperto a una relazione a lungo termine. In altre parole, il sesso apre le porte a qualunque tipo di relazione, mentre nessun tipo di relazione vi garantirà il sesso.

Molti uomini alla ricerca di sesso commettono il palese errore di comportarsi come se fossero fidanzati vecchio stile che non pensano al sesso e che non hanno l'aria di aver fretta. La ragazza dunque, non solo mette il sesso da parte, ma prende anche decisioni in funzione di una relazione a lungo termine. Un rapporto che a corto termine sarebbe stato geniale, si vede rovinato soltanto per essere stato considerato sotto un cattivo angolo. Invece, un uomo che fin dall'inizio fa sentire una donna sessualmente implicata può scegliere il tipo di relazione che vuole e decidere fin dove arrivare. Non lasciate che gli altri decidano per voi.

Non è una questione di forzare le cose. Non bisogna mai commettere l'errore di avere un atteggiamento che non corrisponde a quello che desiderate, in quanto in questo modo, non si ottiene mai quel che si vuole e si rischia di confondere gli altri facendo prender loro decisioni che non corrispondono alle vostre reali intenzioni. Non dimenticate che l'obbiettivo principale di un uomo è spesso il sesso, mentre lo scopo principale di una donna è una relazione stabile. Se agite come un "uomo a lungo termine" perché credete che così arriverete indirettamente al sesso, sappiate che non verrete considerati nella giusta ottica. La ragazza agirà semplicemente in base ai suoi scopi, ai suoi desideri e alle sue convenienze. Farà il suo gioco, perché gli faciliterete il compito, mentre invece il vostro scopo è quello di condurre, non quello di farvi condurre.

Ancora una volta, non è una questione di imporre la vostra volontà. Si tratta semplicemente di agire in funzione di quel che volete e di quel che cercate, di essere sinceri, franchi e coerenti con voi stessi. È un pò come commettere l'errore dell'uomo che fa l'amico mentre in realtà è interessato a una donna come donna e non come amica. Quest'uomo, se continua a fare questa commedia anche quando non è più il momento, non è coerente con sè stesso, non è sincero nelle sue intenzioni. Una donna vi metterà sempre nella categoria dell'amico o in quella del pretendente. Se non agite come un pretendente quando arriva il momento, e questo succede non appena notate che il terreno è buono, non riuscirete che molto difficilmente a uscire da una categoria una volta che ci siete.

L'importanza della personalità e dell'essere

L'uomo nel suo affanno di sedurre deve contare sia su fattori obbiettivi che soggettivi, come abbiamo visto all'inizio. Alcuni di questi fattori fanno parte della sua attuale situazione e non dipendono dalla sua volontà immeditata (soldi, posizione, potere, ecc), cioè l'avere. Gli altri dipendono dall'individuo e sono la sua personalità, il suo modo di essere, le sue cure personali, il suo stile, i suoi talenti e le sue conoscenze, il suo senso della condotta e dell'esclusività, in poche parole, l'essere.

Tra essere e avere c'è l'aspetto fisico, nel quale alcune componenti possono essere migliorate, mentre altre sono nate con noi. Le caratteristiche del nostro aspetto che sono invariabili possono essere messe nella categoria dell'avere, mentre le altre nella categoria dell'essere.

L'essere è ben più importante dell'avere. L'avere è molto potente ma non è sufficiente da solo per aver successo perché anche disponendo di tutti i suoi vantaggi non riuscirete a sedurre senza un minimo di fascino.

Il nostro programma dedica un intero capitolo a questo soggetto.

I tipi di seduzione.

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Programma di sessualità femminile per le donne e gli uomini che le amano