º Il potere di sè stessi per sedurre le donne
Seguiteci: Facebook Twitter Google Plus
 

Il potere della personalità per sedurre

Sviluppare l'individualità, lavorare sulla personalità, risaltare il proprio aspetto unico, sono cose alla base del fascino e di un alto potere personale.

Quando una donna si sente attratta da un uomo in modo naturale, questi ha ovviamente maggiori possibilità di sedurla. Ciò è talmente ovvio che non fa neppure parte delle nostre regole fondamentali della seduzione.

Quel che abbiamo appena detto potrà sembrarvi inutile. È un pò come una vendita sicura. Quando il cliente va dal negoziante perché ha bisogno di un prodotto che vende, la vendita è assicurata o almeno ha molte più probabilità di riuscire rispetto a quando è il commerciante che va dal cliente.

Nella seduzione succede qualcosa di simile. Non tutte le situazioni favoriscono una conquista sicura. E quando le cose si fanno difficili, bisogna fare pressione e risultare attraenti da tutti i punti di vista.

Il nostro programma tratta questi aspetti in profondità, mentre il nostro scopo qui è quello di descrivere molti dei tratti della personalità che ci rendono attraenti.

È la personalità che seduce

Il potere della personalità nella seduzione.

Tutte le volte che una persona si innamora è perché trova nell'altra qualcosa di speciale e unico. Il che suggerisce che una persona maggiormente individuale risulterà attraente a un più gran numero di persone. Evidentemente la personalità non è l'unica cosa che seduce e il nostro programma tiene conto di tutti i fattori, ma qui, metteremo l'accento soprattutto sui lati della personalità e della strategia di conquista.

Sviluppare la propria individualità è il primo passo

Ma la prima cosa da fare per ottenere questo è ritrovare la propria essenza. Il che vuol dire che se siamo in un certo modo e scegliamo un cammino nella vita, ci saranno sempre persone compatibili e incompatibili con questo cammino e il fatto che tale strada ne escluda altre non significa che dobbiamo cambiar bandiera ogni volta che vogliamo raggiungere un obbiettivo. Dobbiamo semplicemente essere noi stessi sempre e non imitare mai nessuno.

Lo scopo principale è dunque quello di trovare la propria vera essenza e poi affrancarla dalle influenze il cui scopo è quello di normalizzarci. Chi è fedele alla sua vera natura, anche se nel corso del tempo questa natura si è andata via via modificando, avrà sempre una personalità molto più solida rispetto a qualcuno che si è sempre lasciato trascinare dalle norme stabilite. In poche parole, pur restando persone per bene, bisogna sempre essere qualcuno che pensa con la sua propria testa, aperto al cambiamento, ma chiuso alle influenze. In altri termini, sfoderate la vostra individualità!

Identità personale vs identità collettiva

Ecco un'idea complessa che nel programma occupa varie pagine e che qui cercheremo di riassumere il più possibile, senza tralasciare nessuna cosa essenziale. L'identità collettiva rappresenta quel che siamo rispetto al nostro ambiente di appartenenza, la nostra cultura, la nostra nazionalità, persino la nostra lingua! Quest'identità è quindi fatta di vari strati.

Per esempio, l'identità collettiva Piero Rossi è il risultato dell'educazione e della mentalità della sua famiglia. Però Piero è anche, supponiamo, toscano e quindi agisce anche in un modo tipico dei toscani. E, finalmente, Piero è italiano e dunque, nonostante sia toscano e abbia ricevuto una certa educazione, ha anche un comportamento tipico da "italiano" che si distacca di certo dal modo di fare che, ad esempio, può avere un russo. Per di più Piero è anche un "italiano di oggi", quindi è anche un pò americano in quanto l'influenza della cultura americana in italia, specie repubblicana, è grande, nulla a che vedere con un italiano sotto Mussolini, o del diciannovesimo secolo. E finalmente Piero è anche un europeo di tipo latino (a volte di tipo germanico), quindi è finalmente più simile a un francese che a un russo. Afferrate il punto?

Abbiamo appena descritto a grandi linee l'identità collettiva di Piero Rossi, non la sua identità personale. Quest'identità collettiva ha talvolta un'influenza enorme sulla personalità e sul comportamento di un individuo. Generalmente è molto più forte di quella personale. E non possiamo nasconodere che l'identità collettiva abbia del fascino. Potreste immaginare un Marcello Mastroianni che parla e agisce come un russo?

L'identità collettiva è ugualmente un riparo che ci normalizza e non ci fa sembrare un pesce fuor d'acqua. Per esempio, se parlo l'italiano, saluto e gesticolo come tutti, non rischio nulla. Mi identifico con questo modo di agire tipicamente toscano (seguendo lo stesso esempio) e mi sento in sicurezza. Si tratta dunque di uno stampo di comportamento sperimentato da migliaia di altri individui che ci fa camminare su un terreno sicuro. Ci tolgono questo e perdiamo tutto, la maggior parte delle volte, rimaniamo soli, il nostro genio contro il mondo.

Certo ci sono persone che si appoggiano soprattutto sull'identità collettiva per affermare la loro individualità, esprimere il loro fascino. Ma chi ha detto che per essere affascinanti bisogna sopprimere totalmente l'identità collettiva? Non è neppure possibile.

Adesso parliamo dell'identità personale. Si tratta dell'identità che ci definisce come individui all'infuori di ogni influenza collettiva. Si tratta di quel che resta se ci dovessero togliere tutto quel che è in rapporto con l'identità collettiva.

Se cominciate a parlare l'italiano senza accento, a salutare la gente a modo vostro e a fare tutto in modo totalmente personale, quanto resterà di voi? Il poco o il molto che resta, quello è la vostra identità personale. Se ne avete poca, quando vi tolgono quella collettiva, vi sentirete allora a disagio, a perdere la vostra naturalità. È spesso il problema degli emigranti, devono necessariamente abbandonare la loro identità collettiva per assimilarsi a una nuova identità. Il che è facilissimo per i bambini e gli adolescenti, ma non altrettanto per gli adulti, anche se giovani. Uno dei migliori modi per risolvere questa crisi è affrancare l'identità personale pur adottando il meglio delle due culture. Finiremmo allora per avere un'identità collettiva ibrida, consolidata da un apporto di identità personale. Diverremmo allora internazionalisti (non nel senso comunista del termine, ma culturale), o apolidi.

Difficile per un emigrato? Eppure i diplomatici, gli uomini di mondo lo fanno tutto il tempo. Vale dunque la pena pensarci, anche se non siete mai usciti dal vostro quartiere.

Ebbene, il segreto per avere fascino è arricchire quest'identità personale che resta una volta che vi spogliate di tutto il resto. È far crescere quest'albero rimasto solo in questa collina deserta.

L'idea di tutto questo non è sopprimere la vostra identità collettiva, continuerete a essere quello che siete, ma svilupperete il vostro lato personale, lì sta il trucco.

Le grandi figure di tutti i tempi hanno sempre avuto un'identità personale spinta al massimo. Entrambe le identità sono importanti, ma nelle persone di spicco, quest'ultima è molto influente. Se si dovessero toglier loro gli strati collettivi, resterebbe comunque qualcosa, non resterebbero nude.

L'idea in tutta questa discussione è la seguente: più la vostra identità personale sarà risaltata, più avrete possibilità che gli altri vi vedano unici. In marketing si dice: «la differenza preferenziale si vende meglio». La chiave della seduzione sarebbe piuttosto: «siate diversi, ma in modo attraente».

Il miglioramento dell'individualità è uno dei soggetti più importanti che saranno considerati nel programma.

Il linguaggio extraverbale.
grande-pene.com

soloperlei.com